Il Testo del Referendum sulla Riforma Costituzionale

Lo scorso quindici aprile sul n.88 della Gazzetta Ufficiale è stato pubblicato il testo del quesito referendario sulla quale gli elettori saranno chiamati ad esprimersi il prossimo quattro Dicembre attraverso lo strumento del referendum confermativo. Vediamo i contenuti della Riforma Costituzionale.

I Contenuti della Riforma: per Cosa si Vota il 4 Dicembre

I cittadini chiamati alle urne per il referendum dovranno esprimersi su una Riforma Costituzionale che cambierà l’assetto del nostro parlamento, superando il sistema bicamerale paritario e prevedendo un nuovo Senato, di rappresentanza degli enti territoriali.

Inoltre vi saranno nuovi strumenti relativi alla disciplina dei referendum, la revisione dell’intero iter legislativo nonché la modifica dei sistemi con cui eleggere il Presidente della Repubblica e i giudici della Corte Costituzionale. Saranno cinque quelli eletti dal nuovo Parlamento: tre dalla Camera dei Deputati e due da
Alcune novità di peso riguarderanno anche le divisioni delle competenze tra Stato e Regioni.
Difatti molte materie di rilievo passeranno in mano al potere centrale, superando la riforma del Titolo V varata nel 2001, che aveva lasciato nelle mani regionali una mole forse eccessiva di competenze, spesso diventate gravose per i bilanci locali.
E ancora, nel test della riforma costituzionale si possono trovare numerosi passaggi mirati al contenimento dei costi della politica.
Alcune misure saranno possibili grazie alla soppressione del CNEL, il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro. Altri risparmi si otterranno con la soppressione definitiva delle Province. Sono, inoltre, previsti, una serie di interventi che puntano ad abbassare sensibilmente i compensi dei consiglieri regionali che potranno guadagnare, al massimo, quanto il sindaco del capoluogo della Regione di provenienza.

Il Quesito del Referendum Costituzionale

Il testo del quesito che i cittadini si troveranno dinanzi è il seguente: “Approvate il testo della legge costituzionale concernente “disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del Cnel e la revisione del Titolo V della parte II della Costituzione”, approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 88 del 15 aprile 2016?”

In questi giorni il Tar del Lazio ha respinto il ricorso contro il decreto con cui era stato indetto il referendum. La denuncia era stata presentata dal Comitato liberali x il No, dagli avvocati Bozzi e Palumbo e dai senatori De Petris e Crimi, rispettivamente di Sel e Movimento 5 Stelle.
Il quesito è stato oggetto di valutazione da parte della Corte di Cassazione, che ha accettato il testo sulla base di quanto previsto dall’art 12 della legge 352 del 1970, che, sostanzialmente, autorizza la riproduzione sulla scheda referendaria del titolo della legge che è stata precedentemente approvata dalle Camere. Sorprende, perciò, che durante l’ampia fase dibattimentale non si sia prestata la giusta attenzione al titolo della legge stessa.

Cosa Cambia con il Referendum Costituzionale

Le novità contenute nel testo della riforma sono molteplici. Vediamo cosa cambia: spicca innanzi tutto il superamento del bicameralismo paritario, probabilmente l’aspetto più importante di questa riforma.
Non ci sarà più un Parlamento formato da due camere con gli stessi poteri ma un tipo di bicameralismo diversificato.
Le due Camere svolgeranno funzioni diverse tra loro: la Camera dei Deputati eserciterà la funzione di indirizzo politico e approverà le leggi. Il Senato, invece, sarà la camera di rappresentanza degli enti territoriali, formata da 95 senatori e non più 315. Di questi 74 saranno consiglieri regionali, 21 sindaci (uno per Regione) e 5 di nomina del Capo dello Stato per sette anni.
Per nulla secondario l’aspetto delle indennità: i senatori, già consiglieri, percepiranno unicamente gli emolumenti per l’attività regionale. Non ci sarà, quindi, lo stipendio da senatore.
La Camera, invece, resterà eletta a suffragio universale e sarà composta sempre da 630 deputati. Sarà la sola, inoltre,  a mantenere un rapporto fiduciario con il Governo.

Sulla base di questi nuovi contenuti della riforma, le leggi saranno approvate in prevalenza dalla Camera dei Deputati.
Tuttavia il Senato manterrà le competenze regionali e la funzione legislativa sulle leggi costituzionali e di revisione costituzionale, sulla tutela delle minoranze e sui rapporti tra con l’Unione europea.
Per tutte le leggi, comunque, il Senato potrà proporre modifiche entro trenta giorni ma la Camera potrà superare le richieste a maggioranza semplice.

Discorso differente se si tratta di competenze esclusive delle regioni o leggi di bilancio. In questo caso è richiesta la maggioranza assoluta.

Secondo quanto previsto dalla riforma costituzionale, il Governo avrà maggiori strumenti per sviluppare le proprie politiche. Tra queste vi è il fondamentale “voto a data certa” che, se accolto, permette di concludere l’attuazione di decreti legge governativi in soli 70 giorni.
Uno strumento innovativo, che concede una vera e propria corsia preferenziale per i DDL ritenuti fondamentali per l’attuazione del proprio programma da parte di Palazzo Chigi.
Il Referendum Costituzionale sarà il momento per decidere su una riforma costituzionale innovativa anche rispetto alle possibilità di interazione dei cittadini con la politica.
Infatti vi saranno sostanziali cambiamenti anche rispetto allo strumento dei referendum: per quelli abrogativi il quorum sarà sempre del 50% più uno degli aventi diritto. Tuttavia se la consultazione è stata chiesta con almeno 800mila firme, allora il quorum scenderà al 50% dei votanti delle ultime elezioni, una novità molto importante.
E ancora, dovesse passare il referendum, ci sarà spazio per strumenti quali i referendum propositivi. Mentre le leggi di iniziativa popolare necessiteranno di 150.000 firme ma vi sarà la garanzia di analisi da parte della Camera, al contrario di quanto avviene oggi.

Referendum Costituzionale: gli Articoli Modificati

In tutto sono 47 gli articoli modificati dalla riforma costituzionale. Tuttavia la modifica inciderà, principalmente, su alcuni punti centrali del nostro assetto costituzionale.
Quasi tutti citati in questo articolo.  Una parte della revisione costituzionale andrà a toccare gli articoli relativi alle competenze tra Stato e Regioni, con un forte ritorno al potere centrale. Articoli, peraltro, già modificati dal centrodestra nel 2001 con la riforma del Titolo V.
Va ricordato che tutte le modifiche sono relative alla seconda parte della Costituzione e che tutti i passaggi sui principi fondamentali, i diritti inviolabili e la forma repubblicana resteranno, ovviamente, invariati.